La scelta del diametro dei pluviali non è un dettaglio ma una decisione importante che influisce direttamente sulla sicurezza del tetto e delle facciate. Un pluviale sottodimensionato può portare a tracimazioni, allagamenti in gronda e infiltrazioni lungo le murature, con conseguenti costi di ripristino elevati.
Per le imprese, i tecnici e gli amministratori che operano tra Campania, Lazio, Molise, Basilicata e Puglia è fondamentale basarsi su criteri oggettivi nella scelta del pluviale e non solo su abitudini o disponibilità di magazzino. Vediamo come ragionare in modo corretto su diametri, superfici di raccolta e destinazione d’uso dell’edificio.
Perché il diametro dei pluviali è così importante
Il pluviale è l’elemento che chiude la catena di smaltimento dell’acqua piovana. La gronda raccoglie, il bocchettone convoglia e il pluviale scarica. Se questo ultimo tratto è inadeguato, l’intero sistema va in sofferenza. Quando il diametro è troppo piccolo, l’acqua non riesce a defluire alla stessa velocità con cui arriva dalla copertura e tende ad accumularsi nella gronda, fino a traboccare.
Questo significa che il corretto dimensionamento dei pluviali incide su diversi aspetti tecnici. Protegge l’intonaco e il cappotto termico dalle rigature d’acqua, riduce il rischio di infiltrazioni in corrispondenza di balconi e cornicioni, limita la formazione di gelo nei periodi più freddi. Per i capannoni industriali, dove le superfici di copertura sono ampie e le intensità di pioggia possono essere molto elevate, un diametro insufficiente può generare vere e proprie cascate d’acqua nelle aree di carico e scarico.
Per questo nella scelta del pluviale non va considerato solo il prezzo al metro lineare ma anche la capacità idraulica, che cresce al crescere del diametro interno utile.
I parametri da considerare per il calcolo del pluviale del tetto
Il punto di partenza per scegliere il diametro corretto è la superficie servita da ogni pluviale. Per un’abitazione monofamiliare la superficie raccolta da un singolo pluviale può essere limitata, mentre su condomini e capannoni un solo tubo può servire anche centinaia di metri quadrati.
In linea di massima è opportuno valutare tre aspetti principali. La superficie in pianta del tetto servita da quel pluviale, tenendo conto anche delle pendenze che concentrano l’acqua verso una determinata zona. L’intensità di pioggia di progetto tipica della zona, che nel Sud Italia può essere importante durante gli eventi temporaleschi. Il numero e la disposizione dei pluviali, che è sempre meglio distribuire in modo uniforme per evitare percorsi troppo lunghi all’interno della gronda.
Per dimensionare correttamente i pluviali conviene raccogliere alcuni dati di base:
- superficie di copertura servita da ogni pluviale, distinguendo tra coperture semplici e tetti complessi con falde multiple;
- presenza di eventuali superfici verticali che scaricano in gronda come pareti di attici o volumi tecnici;
- sviluppo lineare delle grondaie e loro sezione, per evitare che il collo di bottiglia non sia il solo pluviale;
- destinazione d’uso dell’edificio, considerando che un capannone con lavorazioni interne sensibili richiede margini di sicurezza maggiori.
Incrociando questi dati, un tecnico può verificare se un diametro standard come il pluviale da 80 mm sia sufficiente o se sia preferibile passare a diametri maggiori come il pluviale da 100 mm o 120 mm, molto usati nella lattoneria industriale.
Diametri standard dei pluviali per abitazioni e capannoni industriali
Nel residenziale i diametri più diffusi sono 80 mm e 100 mm. Il pluviale da 80 mm è adatto a piccole coperture, tetti di villette e case a un piano con superfici ridotte e più pluviali distribuiti. Quando si sale con le superfici oppure quando la piovosità locale è significativa, il diametro da 100 mm offre una capacità di scarico maggiore e una migliore sicurezza in caso di rovesci intensi.
Per i capannoni industriali il discorso cambia. Qui si lavora quasi sempre con pluviali industriali da 100 mm, 120 mm o anche superiori, soprattutto quando il capannone ha una copertura a falde ampie e pochi punti di scarico. In questi casi è frequente utilizzare pluviali su misura realizzati in lamiera di acciaio zincato o preverniciato, con sezione tonda oppure quadrata, dimensionati in base al progetto di copertura.
È importante anche la compatibilità tra sezione della gronda e diametro del pluviale. Una gronda grande abbinata a un pluviale troppo piccolo rischia comunque di tracimare, mentre un pluviale oversize collegato a una gronda ridotta non sfrutta a pieno la propria capacità. La soluzione migliore è affidarsi a un produttore specializzato capace di proporre pacchetti coordinati gronda e pluviale pensati per abitazioni, condomini e capannoni.
Chi cerca componenti standard può trovare un’ampia scelta di pluviali, curve, collari e accessori nella sezione prodotti, con diametri e finiture adatti sia all’edilizia residenziale sia a quella industriale.

Errori da evitare e consigli pratici di installazione
Uno degli errori più frequenti è sottostimare la superficie realmente servita dal pluviale, ignorando porzioni di tetto che convogliano verso la stessa gronda. Un altro errore è limitarsi a copiare il diametro esistente senza considerare che la copertura è stata ampliata o che la zona è oggi soggetta a fenomeni meteo più intensi rispetto al passato.
In fase di installazione è buona pratica limitare le curve inutili e mantenere il più possibile un percorso verticale regolare. Ogni cambio di direzione riduce la velocità dell’acqua e può trattenere foglie e detriti. Anche la posizione dello scarico finale è importante per evitare ristagni vicino alle fondazioni o alle pavimentazioni esterne. L’abbinamento con pozzetti grigliati e linee di drenaggio a terra aiuta a gestire meglio l’acqua in uscita.
Per capannoni, strutture commerciali e complessi residenziali conviene valutare sin da subito una lattoneria su misura, sia per i pluviali sia per le grondaie, così da adattare dimensioni e percorsi alle esigenze reali del fabbricato. Il servizio dedicato di produzione, vendita e installazione di grondaia e scossaline di Lattoneria Cotugno è pensato proprio per gestire questi casi complessi in modo coordinato, con supporto tecnico in cantiere e preventivi personalizzati disponibili alla pagina Produzione Vendita e Installazione Grondaie e Scossaline o tramite la pagina contatti.
Perché affidarsi a Lattoneria Cotugno per pluviali su misura
Lattoneria Cotugno realizza e fornisce pluviali in acciaio zincato, preverniciato e altri metalli, con diametri standard e speciali per abitazioni, condomini e capannoni del Centro Sud Italia. La produzione interna permette di personalizzare lunghezze, diametri, finiture e accessori, riducendo tempi di posa e rischi di adattamenti improvvisati in cantiere.
Per imprese edili, installatori e amministratori di condominio questo significa avere un unico interlocutore per grondaie, scossaline, converse e pluviali, con soluzioni coordinate che migliorano sia l’estetica sia la funzionalità dell’edificio. Se devi dimensionare lo scarico dell’acqua piovana di una nuova copertura o stai valutando la sostituzione dei pluviali esistenti, richiedi un supporto tecnico dedicato e un’offerta su misura.
Richiedi un preventivo o consulenza tecnica tramite il form nella sezione contatti oppure contatta l’officina per ricevere una proposta completa di pluviali e accessori abbinati alla copertura.
Domande frequenti sul diametro dei pluviali
Quando è sufficiente un diametro pluviale da 80 mm?
Di solito il pluviale da 80 mm è adatto a tetti di piccole abitazioni, villette e coperture con superficie limitata, servite da più pluviali ben distribuiti lungo il perimetro. È una scelta frequente anche su piccoli balconi e pensiline. In presenza di superfici più ampie, di intensità di pioggia elevate o di percorsi di gronda lunghi è consigliabile salire a diametri maggiori.
Quando conviene scegliere un diametro pluviale da 100 mm?
Il diametro pluviale da 100 mm rappresenta una soluzione molto utilizzata sia nel residenziale sia nell’industriale, perché offre una capacità di smaltimento superiore a fronte di un ingombro ancora contenuto. È consigliato per tetti con superficie medio grande, coperture condominiali e capannoni di dimensioni ridotte, soprattutto quando il numero di pluviali è limitato. In questi casi permette di gestire meglio i picchi di pioggia intensa.
Come influisce la zona climatica sulla scelta del pluviale?
La zona climatica influisce sulla scelta del pluviale attraverso l’intensità di pioggia di progetto. In aree soggette a rovesci intensi, anche se concentrati in brevi periodi, è prudente dimensionare pluviali e gronde con un margine di sicurezza, scegliendo diametri maggiori e aumentando il numero dei punti di scarico. Per edifici situati in Campania, Basilicata, Puglia e regioni limitrofe è utile confrontarsi con un lattoniere esperto del territorio.
È possibile realizzare pluviali con diametri speciali su misura?
Sì, soprattutto nel caso dei capannoni industriali e delle coperture complesse è frequente ricorrere a pluviali su misura in acciaio zincato o preverniciato. Lattoneria Cotugno può realizzare pluviali con diametri e sezioni particolari, anche abbinati a grondaie personalizzate e scossaline dedicate, così da creare un sistema di smaltimento acque coerente con il progetto architettonico e impiantistico.
A chi rivolgersi per il calcolo del diametro dei pluviali?
Per il calcolo preciso è sempre consigliabile coinvolgere il progettista o il direttore dei lavori, che conosce i carichi meteo di progetto e la geometria della copertura. Allo stesso tempo un’officina di lattoneria strutturata come Lattoneria Cotugno può affiancare tecnici e imprese nella scelta dei diametri standard o dei pluviali industriali più adatti, suggerendo soluzioni di lattoneria coordinate e fornendo preventivi dettagliati.





